Puntini puntini. Festival di arti inculsive, vuole essere un punto di partenza: un’occasione per immaginare e creare insieme, per incontrarsi, scambiarsi buone pratiche tra professionisti e stimolare il pubblico a riflettere sui linguaggi e sulle forme di comunicazione differenti, così come sono diverse le persone. Per questo, il festival propone spettacoli in Lingua dei Segni, performance audio-descritte per persone cieche, percorsi museali immersivi e esperienze pensate per tutti e tutte.
Siamo una moltitudine di puntini in questo mondo, ognuno con la sua forma, il suo colore, la sua voce. Con questo festival vogliamo raccoglierli tutti e portarli insieme al Castello di Gaeta, per raccontare, condividere e celebrare l’inclusione nelle arti.
Hubstract ha preso parte, insieme a Fuoricontesto, alla realizzazione di Puntini puntini, festival di arti inclusive, specialmente per quanto riguarda l’allestimento della mostra Affari di Famiglia, la realizzazione delle grafiche
allestimento – la mostra affari di famiglia
Affari di famiglia spalanca la porta di una casa o più case, per svelare l’intimità di storie celate tra le mura domestiche. Storie di quotidiana normalità, dove la disabilità diventa un affare non solo di tutta la famiglia, ma di una società intera. Un percorso museale di prossimità alla vita del vicino della porta accanto, della stanza affianco, del letto condiviso o della persona che vedi ogni mattina allo specchio. Perché come diceva qualcuno: da vicino nessuno è normale, ma da vicinissimo siamo tutti molto simili.
Per Affari di Famiglia, Hubstract ha curato la parte tecnica e l’allestimento multimediale, integrando sistemi audio interattivi e proiezioni video in elementi d’arredo reali. L’obiettivo è stato quello di rendere la tecnologia invisibile, lasciando che a parlare fossero solo l’emozione e la voce umana.



AUDIOVISIVo – le installazioni
Il percorso è concepito come un interno domestico ideale, dove oggetti quotidiani diventano contenitori di storie di vita vera, di testimonianze di intimità domestica. Attraverso l’interazione diretta, con il tocco di un pulsante, il visitatore avvia la narrazione, trasformandosi da spettatore passivo a custode di storie.
La Camera da letto | Mani: Il viaggio si conclude idealmente in una camera da letto. Davanti a un portapanni con specchio, il visitatore si trova faccia a faccia con il racconto di Irene e del suo rapporto con “Mr. Park”: una quotidiana e coraggiosa lotta con la malattia che è diventata parte della sua identità.
L’Ingresso | Misurarsi: Ad accogliere il pubblico, un tavolino con delle chiavi e un paravento su cui prende vita la storia di Giacomo Curti, ballerino di FuoriContesto. La proiezione video esplora il concetto di misura e spazio durante il lockdown attraverso gli occhi di chi vive in sedia a rotelle.
Il Catino | Acqua: Un catino colmo d’acqua diventa il simbolo della connessione tra Ada e sua figlia Cristina. In questo spazio, l’acqua è il luogo del ritrovamento dove entrambe trovano un momento di incontro e di libertà.
La Libreria | Paperelle: Tra giochi e volumi, spicca il libro “Paperelle”. È la storia di Chiara, che racconta come la disabilità dello zio — suo compagno di giochi e migliore amico — sia stata la bussola che ha orientato la sua intera vita.
La Porta | Blu: Una porta che divide e unisce. Premendo il pulsante sul telaio, il visitatore ascolta il racconto intimo di un padre e del tentativo, a volte faticoso ma incessante, di comprendere e connettersi con il proprio figlio.
Il Salotto | Casa di Bambole: Al centro della stanza, un’area con pouf arancioni circonda una vecchia TV a tubo catodico. Qui, la tecnologia vintage fa da cornice a delle storie in stop-motion: piccole bambole di legno interpretano le vite di diverse persone, che si sono raccontate, nei loro momenti di difficoltà, ma anche nelle loro conquiste quotidiane.
ACCESSIBILITÀ – Lingua dei segni e audiodescrizioni
Rendere Affari di Famiglia accessibile non è stata una scelta accessoria, ma un prerequisito fondamentale fin dalla sua ideazione.
La mostra rappresenta l’evoluzione fisica del progetto Fuoriposto del 2020. Nato originariamente per lo spazio reale, a causa dell’emergenza sanitaria Fuoriposto era stato trasformato in un museo virtuale accessibile. Con Affari di Famiglia, abbiamo riportato quelle storie nel mondo fisico, mantenendo (e potenziando) gli standard di inclusività sviluppati per il digitale.
Abbiamo progettato ogni installazione affinché il messaggio potesse raggiungere chiunque, attraverso una strategia multimediale:
- Inclusione per la comunità sorda: Ogni audioracconto è supportato da strumenti visivi dedicati. A seconda della natura dell’installazione, il visitatore può fruire della traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana) o leggere i testi trascritti, perfettamente integrati nell’allestimento.
- Autonomia per le persone cieche e ipovedenti: Grazie a una piattaforma web dedicata e facilmente accessibile via smartphone, è possibile attivare le audiodescrizioni di tutte le tappe. Queste tracce non si limitano a narrare le storie, ma guidano l’utente nella scoperta del contesto spaziale e spiegano come interagire fisicamente con i pulsanti e le opere.
In questo modo, la tecnologia diventa il ponte che permette a ogni visitatore, nessuno escluso, di abitare queste case e ascoltare queste vite.
COMUNICAZIONE INTEGRATA – puntini puntini
Per la prima edizione del festival, Hubstract ha curato l’intera identità visiva, partendo dal naming fino allo sviluppo dell’immagine coordinata su tutti i supporti, digitali e fisici.
- Il Naming: “Puntini puntini” non è solo un nome, ma una dichiarazione d’intenti. Rappresenta l’attesa, la connessione e la possibilità di completare un pensiero condiviso.
- Il Concept Visivo: Il cuore del progetto grafico è una sintesi stilizzata del Castello Angioino di Gaeta, sede dell’evento. Abbiamo reinterpretato le geometrie dell’architettura e i riflessi del mare attraverso la tecnica del puntinato.
- La Metafora: Le campiture grafiche richiamano concettualmente la visione del festival: singoli punti che, presi singolarmente, appaiono isolati, ma che una volta uniti danno vita a una forma definita e complessa. È la celebrazione della collettività: tanti piccoli contributi che, insieme, fanno la differenza.
Dall’ideazione del logo ai supporti per la stampa e la strategia per i canali social, abbiamo costruito un’immagine coerente, capace di legare indissolubilmente l’evento al suo territorio.
