Museo Gente di Ciociaria

Cliente

Comune di Arce

concept

Il museo come un albero, che i contadini potano fino al tronco per dargli la possibilità di germogliare e dare nuovi frutti stagione dopo stagione.
ALLESTIMENTO – Un ponte tra radici e futuro

Cosa rende un museo un organismo vivo e non un semplice deposito di memorie? Durante il nostro lavoro ad Arce (FR), per il Museo Antropologico “Gente di Ciociaria”, abbiamo raccolto una metafora che ci ha colpito profondamente e in cui ci siamo ritrovati subito, perché sposa perfettamente la nostra filosofia di intervento.

Qualcuno ha suggerito che un Museo dovrebbe essere come un albero di salice, di pioppo o di gelso.

“I contadini un tempo li capitozzavano, potandoli fino al tronco; ma a ogni primavera, quegli stessi alberi rinascevano con una chioma nuova, fitta di polloni e foglie giovani. Il Museo dovrebbe conservare la vitalità del tronco base e mostrarsi periodicamente con un vigoroso rinnovamento di immagine, derivante dalle continue mutazioni delle sezioni tematiche.”

Questa immagine ci ha ispirato: volevamo, con il nostro intervento, dare vita proprio a quella “nuova chioma” che permette al tronco secolare della tradizione di tornare a germogliare, stagione dopo stagione.

Il nostro intervento

Chiamati a potenziare l’apparato comunicativo del Museo Antropologico “Gente di Ciociaria” , abbiamo scelto di arricchire la visita con un’esperienza più emozionale. Se il museo conserva la forza del tronco, le nostre installazioni rappresentano i nuovi rami: contenuti digitali che permettono alle sezioni tematiche di mutare e parlare il linguaggio della contemporaneità.

AUDIOVISIVO – VOLTI DI CIOCIARIA

Lungo il percorso espositivo, il visitatore non è più uno spettatore passivo. Grazie a un sistema di sensori di prossimità, le installazioni si attivano al passaggio, invitando al dialogo. A raccontare l’anima della Ciociaria di oggi sono tre protagonisti d’eccezione, che con il loro lavoro quotidiano tengono viva la linfa del territorio:

  • Andrea Impero: chef stellato che proietta i sapori locali nell’alta cucina;
  • Giulia Mangoni: artista che traduce visivamente l’identità rurale e il paesaggio;
  • Roberto Dalia: si impegna nella salvaguardia della pecora quadricorna, peculiare della zona.

I “polloni giovani”

Abbiamo realizzato tre interviste biografiche (da circa 5 minuti ciascuna), riprendendo i protagonisti nei loro ambienti quotidiani: le cucine, gli atelier, l’ambiente naturale dove vivono le pecore quadricorni. Questi video sono i “polloni giovani” dell’albero-museo: riprese che mostrano come la storia della gente di Ciociaria non sia un capitolo chiuso, ma un racconto in continua evoluzione.

In Hubstract crediamo che l’innovazione debba essere al servizio della cultura per creare connessioni autentiche. Con questo intervento, abbiamo voluto dare nuova chioma a un tronco secolare, rendendo la tecnologia il mezzo per riscoprire, ogni volta in modo nuovo, il valore profondo dell’identità locale.

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